Spagna, chiude la Radio-TV pubblica della Comunità Valenciana

1383841847-crowds-gathered-in-nou-to-show-their-support-to-rtvv-workers_3165568La Comunidad Valenciana è rimasta senza TV pubblica. La sospensione del segnale televisivo è avvenuto alle 12.19 di venerdì 29 novembre in un clima di grande tensione, mentre i lavoratori dell’emittente intonavano dei cori e filmavano fino all’ultimo istante ciò che succedeva negli studi. Un video che può essere visto a questo link o in fondo a quest’articolo.

La sospensione del segnale è avvenuta in maniera “traumatica”, visto che i giornalisti avevano occupato la sede dalla sera precedente: è stata staccata la luce da fuori, producendo così anche il blocco delle costose apparecchiature che mandavano in onda il segnale radio televisivo. È la prima televisione pubblica regionale che viene chiusa in Spagna per debiti. I debiti accumulati ammontavano a 1 miliardo e 126 milioni di euro e l’organico era formato da 1660 lavoratori.

La RTVV, che trasmetteva in lingua catalana, ha una storia di 24 anni alle spalle, piena di ombre: da una parte il fortissimo condizionamento politico sulla linea editoriale, che ha portato a zittire molte notizie scomode, incluso quella dell’incidente nella metropolitana di Valencia del 2006, dall’altra lo spreco di denaro pubblico ed episodi oscuri di corruzione e clientelismo (fra cui la gestione dell’informazione sulla visita del Papa nel 2006).

1385758915_123477_1385759318_noticia_normalA partire dall’annuncio della chiusura della RTVV, avvenuto il 5 novembre, il vuoto di potere instauratosi nella redazione ha portato a un drastico cambiamento della linea editoriale: improvvisamente quella che per decenni era stata una TV sfacciatamente filo-governativa (e dal 1995 il Partido Popular di destra è al potere senza mai andare all’opposizione), ha iniziato a mandare in onda video e programmi che mai il pubblico avrebbe sognato di vedere su quell’emittente: servizi molto critici con il governo del PP, sia nazionale che locale, tante interviste ai leader dell’opposizione, che sono comparsi in TV più nelle ultime settimane che nei 10 anni precedenti, spazio e interviste a realtà culturali precedentemente escluse per la loro collocazione politica a sinistra.

La minoranza di voci critiche all’interno dell’emittente improvvisamente ha avuto spazio, ed anche i giornalisti un tempo ubbidienti alle direttive del potere hanno alzato la schiena (fatto che gli ha causato diverse critiche da parte di altri giornalisti non dipendenti della RTVV, come quella di aver voluto salvare la faccia l’ultimo minuto prima della fine). Il cambio radicale nella linea editoriale ha portato molte persone, precedentemente favorevoli alla chiusura della Radio Televisione regionale per la brutta serie di scandali e per la cattiva qualità del suo giornalismo, ad appoggiare la protesta dei suoi lavoratori.

nonameI rappresentanti politici dell’opposizione, quali i socialisti e la sinistra valenciana, hanno affermato che la chiusura in fretta e furia della TV, diventata ormai scomoda per i servizi che ha mandato in onda nelle ultime settimane, è stato un vero “colpo di Stato” ed hanno chiesto le dimissioni del presidente Fabra ed elezioni anticipate.

Durante le ultime 12 ore di emissione del Canal 9, è stato mandato in onda un programma di informazione continuativo, durante il quale è stata fatta entrare nella sede della TV, ormai chiusa e vigilata dalla polizia, la presidentessa dell’associazione vittime dell’incidente nella metropolitana di Valencia. Quel tragico incidente, avvenuto nel 2006 e costato la vita a 43 persone, segnò una delle pagine più buie del giornalismo della TV pubblica valenciana: per oltre un’ora la notizia dell’incidente, su cui altre tv e giornali già battevano notizie da tempo, venne oscurata e minimizzata per ordine del governo valenciano. La stessa Beatriz Garrote, presidentessa dell’associazione vittime, non è mai stata invitata dalla TV nei 7 anni passati, per la linea editoriale della televisione volta a silenziare quella voce critica. Le ingerenze del governo nella linea editoriale della TV pubblica sono state “confessate” in diretta nelle ultime settimane dai giornalisti dell’emittente, svelando così anche agli occhi dei più distratti la manipolazione politica di cui la RTVV era vittima da anni. Una manipolazione che fu evidente in molti altri casi, come quando lo scandalo Gurtel venne completamente ignorato.

Per maggiori informazioni:

> Qui, una dura critica ai giornalisti di RTVV [articolo in spagnolo] da parte dell’ex direttore di RTV Madrid, per aver alzato la voce solo quando era ormai tardi (“dove erano questi giornalisti”, afferma Jorge M.Reverte, “quando altri loro colleghi protestavano senza appoggio, o quando venivano mandate in diretta trasmissioni-spazzatura?”)

>> A questo link un’altra critica al mal giornalismo degli anni passati portato avanti da RTVV

Qui sotto, gli ultimi momenti di emissione in onda del Canal 9 della Radio Televisione Valenciana.

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