Madrid, la sanità non sarà privatizzata: festeggiano i movimenti della “marea blanca”

tagli_sanita_madrid-Il presidente della Comunità di Madrid, Ignacio González, ha annunciato oggi la sospensione della privatizzazione di sei ospedali pubblici della regione capitolina. La decisione è stata presa dopo che il Tribunale Superiore di Giustizia di Madrid aveva posto un nuovo freno, proprio oggi, al processo di esternalizzazione della sanità pubblica locale. Secondo i giudici, a parte il fatto che i calcoli di risparmio per le casse della Comunità (in caso di privatizzazione) sono “puramente ipotetici”, il processo colpirebbe l’interesse pubblico.

Fra i motivi principali per cui i giudici hanno chiesto la sospensione, c’è il fatto che verrebbero colpiti dal processo ben 5.128 lavoratori della sanità, e oltre 1 milione e 100mila madrileni potrebbero soffrire danni irreparabili (per la riduzione dei posti letto e del personale disponibili, fra gli effetti della privatizzazione).

_sanidad_4b935adbOltre alla riduzione del personale i magistrati prevedono trasferimenti in massa, cambiamenti di destinazione, un ricollocamento dell’enorme capitale umano che lavora nel settore. Tutto questo sarebbe talmente complesso da risultare impossibile portarlo a compimento. Ancora, si vedrebbe necessario il cambio di contratto a ben 392 imprese concessionarie (ad esempio le ditte delle pulizie). Infine, quattro giorni prima della data in cui dovevano arrivare le offerte di imprese private, nel Boletín Oficial de la Comunidad de Madrid è comparsa una “correzione di errori” che conteneva però un cambiamento importantissimo: in sostanza la garanzia del 5% che dovevano presentare i concorrenti si riduceva del 90% per una parolina cambiata: da decennale ad annuale. In sostanza veniva drasticamente ridotta la caparra che le imprese private aggiudicatarie dovevano mettere a disposizione. Una somma che passava così da 233 milioni a 28 milioni di euro. Oltre alla gravità della correzione dal punto di vista legale (un’infrazione grave secondo i giudici), questo cambiamento avrebbe avuto importanti ripercussioni anche sul servizio offerto, visto che le caparre sono destinate ad assicurare che i servizi continuino anche nel caso di una cattiva gestione, come un tesoretto. E 28 milioni non sarebbero bastati neanche a pagare i dipendenti.

Insomma, una bocciatura su tutta la linea per la quale il presidente González ha ritenuto opportuno bloccare il suo piano, che aveva annunciato poco più di un anno fa come un suo fiore all’occhiello dopo le dimissioni di Esperanza Aguirre. Una dura sconfitta dunque per la destra ultraliberista al potere nella regione di Madrid, che fa saltare anche le prime poltrone: si è dimesso infatti il consigliere per la Sanità, Javier Fernández Lasquetty, che aveva portato avanti nei mesi scorsi il progetto e che si era scontrato con una enorme opposizione sociale (di cui però non ha ritenuto opportuno ascoltare le ragioni).

Dalla fine del 2012 infatti, a seguito dell’annuncio del piano di privatizzazione della sanità madrilena, era nata la cosiddetta “marea blanca” (marea bianca), formata da lavoratori e medici della sanità pubblica ed appoggiata da tutti partiti dell’opposizione, da UpyD al Partito Socialista fino a Izquierda Unida. Sono state decine le manifestazioni organizzate in questi mesi dalla marea blanca, alcune delle quali davvero oceaniche.

Gli ospedali che avrebbero dovuto subire l’esternalizzazione erano i seguenti: Infanta Sofía, Infanta Leonor, Infanta Cristina, Del Henares, Del Sureste e Tajo.

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