Abdicazione del re di Spagna, una mossa per riabilitare la Monarchia ormai sempre più impopolare

re_di_spagnaL’abdicazione del re Juan Carlos, secondo diversi analisti spagnoli, non è altro che una mossa disperata che ha l’obiettivo di rimediare alla crescente perdita di popolarità della monarchia. Una caduta di consensi peggiorata negli ultimi mesi.

Si tratta di due casi molto diversi, ma in un certo senso la mossa si può paragonare a quella che portò papa Benedetto XVI a lasciare (per la prima volta nella storia) la guida della Chiesa cattolica nel febbraio del 2013. L’elezione di papa Bergoglio, molto popolare, ha avuto infatti un evidente effetto positivo sulla Chiesa, che precedentemente era in caduta di consensi per i numerosi scandali e anche per la scarsa popolarità di Ratzinger.

La monarchia spagnola, un po’ come la Chiesa (ma per motivi ovviamente diversi), viveva da anni una verticale perdita di popolarità in Spagna. Se negli anni ’90 il consenso degli spagnoli era altissimo (il Centro di Ricerche Sociologiche spagnolo, il CIS, lo dava ad un valore di 7,5 su 10), negli ultimi anni una serie di scandali ne aveva fatto cadere la popolarità. Secondo il CIS la Corona, nell’aprile del 2014, aveva una popolarità bassissima: al 3,72 su 10. Insomma, più vicino a zero che mai.

infanta_Cristina_spagnaIn primis il caso Urdangarin, uno scandalo che ha interessato una delle figlie del re, la infanta Cristina, e suo marito, il duca di Palma Iñaki Urdangarin. Il duca è accusato di reati pesanti, come frode fiscale, riciclaggio, oltre che di prevaricazione. Pochi mesi fa anche la figlia del re è stata accusata di riciclaggio. Uno scandalo che secondo alcuni giornalisti lambisce anche il re, il quale non poteva non sapere, e che ha dato un duro colpo alla credibilità della Casa Reale. [per saperne di più a riguardo: caso Urdangarin, o caso Nòos]

In secondo luogo l’episodio della battuta di caccia in Botswana, che ebbe luogo nella primavera del 2012 nel pieno della crisi spagnola. Una battuta di caccia in Africa che costò la frattura di una gamba al re Juan Carlos, e che rese pubblica una vacanza del capo di Stato proprio nei giorni in cui il paese rischiava la bancarotta, con lo spread a livelli altissimi ed il commissariamento dietro l’angolo.

ReyCazaInfine i continui acciacchi e problemi di salute del re, che lo costringono all’uso di stampelle.

Ovviamente sono soprattutto i primi due motivi ad aver reso impopolare la monarchia spagnola anche nei settori che prima la vedevano di buon occhio. Ecco perché la mossa dell’altroieri risulta tutta volta a un recupero della credibilità e della popolarità: l’abdicazione in favore del figlio Felipe, un principe ben visto dall’opinione pubblica, potrebbe portare ad una nuova crescita dei consensi.

Quanto questi consensi saranno alti non possiamo saperlo oggi, ma indubbiamente la mossa è stata studiata a tavolino ed è stata ben ragionata. Più volte nei mesi scorsi il re aveva negato di meditare l’abdicazione, ma probabilmente la recente imputazione della figlia per reati fiscali e gli ultimi sondaggi che danno la popolarità in picchiata hanno fatto maturare una decisione di emergenza. Non è da escludere che anche i risultati delle elezioni europee di una settimana fa, con la sorprendente avanzata della sinistra radicale e la caduta verticale di consensi nei due partiti principali (il PP e il PSOE), oltre alla fortissima astensione, abbiano avuto il loro ruolo. I risultati sarebbero stati interpretati come un ulteriore prova del malcontento popolare verso le classi dirigenti attuali e verso le istituzioni, compresa la Casa Reale.

Non è casuale anche che l’abdicazione avvenga durante l’esecutivo di destra di Rajoy, in questo il PP al potere è storicamente più vicino alla monarchia. Una abdicazione con al potere un governo di sinistra (possibilità che inizia ad essere probabile visti i risultati delle Europee), avrebbe potuto aumentare le possibilità di una svolta repubblicana.

repubblica_spagnolaNon dimentichiamoci infatti della Spagna repubblicana. Sono sempre di più gli spagnoli contrari alla monarchia, e che vorrebbero un ritorno alla Repubblica. Fino al golpe di Francisco Franco del 1936, cui seguì la sanguinosa Guerra Civile spagnola, nel paese iberico vigeva una Repubblica. Anche la bandiera era diversa: rossa, gialla e viola. La stessa che i repubblicani continuano a sventolare in tutte le manifestazioni. Dopo la morte di Franco quella Repubblica non è stata ripristinata, ed oggi in tanti chiedono che con un referendum i cittadini spagnoli possano decidere se tenersi la Monarchia costituzionale o tornare a quella diversa forma di governo.

Uno dei motivi principali che i repubblicani mettono sul piatto, a parte quello storico, è messo in evidenza dagli sviluppi degli ultimi scandali finanziari: non è sano che il capo di uno Stato rimanga al potere per così tanti anni. Si creano legami di potere fra famiglia reale e poteri economici che ben poco si addicono a una democrazia. Men che meno se la posizione di potere non è il risultato di elezioni ma della pura e semplice discendenza da una famiglia aristocratica.

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