Ciudadanos vuole riportare la Spagna al fuso di Greenwich, orologi indietro per aumentare la produttività

Timezones2011_UTC+0Ciudadanos, il partito spagnolo che sta volando in tutti i sondaggi e che in questo 2015 ha strappato a Podemos il trofeo di “partito più popolare” (almeno nei sondaggi), sta annunciando in questi giorni il suo programma per la prossima legislatura. In campo economico molte delle proposte sono in linea con le richieste della Confindustria spagnola, e puntano a rendere più “produttiva” l’economia del paese.

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Il leader di Ciudadanos, Albert Rivera

Una delle proposte che ha ricevuto più attenzione dai media è quella di riportare l’orario spagnolo al fuso di Greenwich. La Spagna infatti per la sua posizione geografica dovrebbe avere lo stesso orario di Londra e Lisbona, cioè un’ora in meno di Roma o Parigi.

Si tratta di una evidenza che chiunque visiti la Spagna conosce bene. In Spagna il Sole sorge e tramonta in orari molto più ritardati rispetto a quanto avvenga ad esempio in Italia. Inoltre il meridiano di Greenwich attraversa il territorio spagnolo, nella sua parte orientale.  Questa anomalia è dovuta a una decisione del dittatore Francisco Franco, che nei lontani anni ’40 volle modificare l’ora nazionale inserendola nello stesso fuso di Berlino e Roma. Un gesto di appoggio politico e ideologico agli altri due dittatori Hitler e Mussolini, suoi alleati, che non è stato cancellato una volta finita la guerra e una volta terminata la dittatura.

Ciudadanos giustifica questa proposta di modifica dell’orario (in realtà già due anni fa era stata presentata in Parlamento una richiesta di modifica poi non approvata) affermando che in questo modo si aumenterebbe la produttività del paese. “Il vantaggio principale è che il passaggio a Greenwich diventerà il catalizzatore del cambiamento, servirà per coordinare il cambiamento culturale necessario e metterlo in movimento”, sono le parole del responsabile economico di Ciudadanos.

Altre misure in campo economico che Ciudadanos presenterà a breve sono l’equiparazione del congedo parentale per donne e uomini, l’anticipo dell’orario di ingresso e di uscita dal lavoro, la riduzione della pausa pranzo. In Spagna molte imprese iniziano la loro attività a partire dalle 9.00, la pausa pranzo solitamente può durare da una a due ore (fra le 14 e le 16) e l’uscita dal lavoro può arrivare fino alle 20.00 o oltre. Questo dilatamento della giornata lavorativa ultimamente riceve sempre più critiche sia per i suoi riflessi sulla vita dei lavoratori che per la “produttività”: secondo diversi studi lavorare per tante ore avrebbe infatti effetti negativi sulla qualità del lavoro.

Altra proposta di Ciudadanos è la riduzione delle vacanze estive per le scuole da tre a due mesi.

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Lorenzo Pasqualini

Lorenzo Pasqualini

Giornalista freelance specializzato in tematiche ambientali e Spagna. Laureato in Geologia, vive a Madrid. Redattore e webmaster di El Itagnól collabora per diverse testate.
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