Il poeta spagnolo Rafael Alberti ed il suo amore per l’Italia e per Roma




AlbertiRafael Alberti nacque in Andalusia nel 1902 da una famiglia di origine italiana. Si affermò molto giovane come poeta vincendo il Premio Nacional de Poesìa nel 1927. Scrisse liriche di grande intensità, ma anche poesie contro l’imperialismo e la dittatura nazifascista, fu inoltre pittore e grafico.

Con l’avvento della  Repubblica, Rafael Alberti entrò nel Partido Comunista de España e partecipò alla lotta contro il fascismo. Dopo la sconfitta repubblicana prese la via dell’esilio, tornerà in Spagna solo nel 1977, dopo la morte di Francisco Franco.

Si rifugiò dapprima in Francia, poi in Argentina. Nel 1963 arrivò infine in Italia dove visse circa quindici anni fra Roma, dove risiedeva nel quartiere di Trastevere, e il paese di Anticoli Corrado.

Scelse Roma perché si sentiva più vicino alle coste spagnole ed allo spirito del popolo italiano “sintiéndome en Italia más cerca, más bañado de la claridad mediterránea, más próximo en espíritu a los litorales españoles, a las costas andaluzas. Después, la explayadora simpatía de gran parte del pueblo italiano” ed anche per la memoria dei nonni fiorentini che erano emigrati in Andalusia.

Le poesie d’amore di Rafael Alberti




Rafael Alberti innamorato di Roma: ci visse per 15 anni

La casa di Rafael Alberti a Trastevere, in Via Garibaldi 88 (foto di Clara Cobos Martín)

La casa di Rafael Alberti a Trastevere, in Via Garibaldi 88 (foto di Clara Cobos Martín)

Trastevere fu per Rafael Alberti “la verdadera capital de Italia” così come era sentita dai “romani de’ Roma”, quelli che potevano vantarsi di esserlo da sette generazioni.

Non gli interessava la Roma classica, ma quella “antioficial, la más antigoethiana que pueda imaginarse: la Roma trasteverina de los artesanos, los muros rotos, pintarrajeados de inscripciones políticas o amorosas, la secreta, estática, nocturna y de improviso, muda y solitaria“, anche se resa pericolosa dal traffico automobilistico di cui aveva paura e che gli ispirò uno dei sonetti sulla città: “Roma, peligro para caminantes” (Roma, pericolo per i viandanti).

I sonetti sono dedicati al poeta dialettale romano Gioacchino Belli, ognuno è preceduto da uno o due versi dello stesso Belli che egli chiama «el inmenso poeta sonetista, de originalísima gracia popular y burla casi quevediana».

Il primo sonetto “Lo que dejé por ti” in cui esprime la tristezza per ciò che ha lasciato in Argentina e la richiesta a Roma di dargli altrettanto di ciò che ha perduto, è preceduto dai versi del Belli: Ah! Chi nun vede sta parte de monno nun za nnemmanco pe cche ccosa è nato“.

I libri di Rafael Alberti, sia in italiano che in castigliano 

Sono numerose le opere di Alberti scritte durante il suo esilio in Italia

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La casa di Rafael Alberti a Trastevere, in Via Garibaldi 88 (foto di Clara Cobos Martín)

La sua vita romana è raccontata nel libro di memorie La arboleda perdida (L’albereto perduto nella versione in italiano).
A Roma frequentò artisti e poeti, conobbe anche il gruppo musicale cileno degli Inti Illimani, esuli come lui a causa di una dittatura fascista. Una delle sue poesie fu da loro messa in musica con il titolo di “Creemos el hombre nuevo“, un inno contro le dittature. La stessa poesia era stata già cantata nel 1970 dagli spagnoli “Los Aguaviva”.

Anticoli Corrado fu il suo rifugio lontano dalla città. È un piccolo paese a circa sessanta chilometri a nord-est di Roma lungo la valle del fiume Aniene, famoso fin dalla prima metà del secolo XIX per la bellezza delle sue donne che venivano ricercate come modelle dai pittori stranieri attratti dai paesaggi della campagna romana. Ancora nel secolo scorso si contavano numerosi studi di pittori.

Un forte legame anche con l’Appennino laziale, nel paese di Anticoli Corrado

Nel piccolo e tranquillo paese in cui gli oliveti gli ricordavano l’Andalusia cercò serenità interiore “Aquellos estíos en Anticoli están fijos en mí como los más felices y fecundos de mi larguísimo exilio” e il paesaggio naturale riflettè il suo stato d’animo fra realtà e sogno e gli ispirò le “Canciones del alto valle del Aniene” pubblicate nel 1972.

… questa valle
in cui scorre nascosto l’Aniene,
dove i salici e i pioppi
col mormorio dell’acqua
dan suoni d’arie tristi
e di lontane pastorali.

Su Rafael Alberti: “l’esilio italiano”, di Maira Negroni

Opere in italiano

A questo link si possono trovare molte delle opere di Rafael Alberti in italiano. Qui sotto una lista:

Redazione El Itañol

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