Elezioni 2015 in Spagna: che sistema elettorale si usa? Come si vota? Dati e curiosità

elezioni Spagna 2015 - Madrid

Seggio elettorale nel quartiere Moratalaz, Madrid (20 dicembre 2015 – foto L.Pasqualini)

Quanti spagnoli votano il 20 dicembre 2015?

Sono chiamati a votare 36.510.952 spagnoli, ben 731.461 in più delle elezioni 2011. Anche per questo oggi si sono verificate file ai seggi (rimasti lo stesso numero) nonostante la partecipazione alle 14.00 fosse più bassa che 4 anni fa. Di questi, 1.875.272 votanti risiedono all’estero. Molti elettori spagnoli all’estero sono rimasti fuori dal voto per problemi burocratici (schede elettorali non pervenute, lungaggini nella registrazione al censo dei non residenti in Spagna) ed hanno denunciato questo problema sui social network e sui blog. Una parte di questi (bisogna ricordare che a causa della crisi centinaia di migliaia di spagnoli sono dovuti emigrare per cercare lavoro) ha fondato la Marea Granate.

Per cosa votano oggi gli spagnoli?

congreso_spagnaGli spagnoli sono chiamati a votare per rinnovare le Camere, che in Spagna sono chiamate “Las Cortes”. Esse sono il Congreso de los Diputados (Congresso dei Deputati, equivalente della nostra Camera dei Deputati anche se con un inferiore numero di scanni) ed il Senado, che ha poteri molto meno importanti del Congreso e che quindi si differenzia da quello italiano (in Italia vige il bicameralismo perfetto).

Come funziona la ripartizione dei voti?

In Spagna la ripartizione dei 350 scanni del Congreso avviene usando un sistema proporzionale. La formula applicata è quella del Metodo d’Hondt, con modifiche stabilite dalla Legge Organica 5/1985 (Capitolo 3).

La Spagna viene divisa in Circoscrizioni sulla base delle Province, che sono 50. Ogni Provincia è quindi considerata come Circoscrizione in occasione di ogni elezione generale. In totale le Circoscrizioni sono 52 perché entrano nel computo anche Ceuta e Melilla, enclave in territorio africano con statuto speciale.

Congreso de los Diputados, Madrid (Spagna)

Congreso de los Diputados, Madrid (Spagna)

Per il Congreso, dove i deputati sono 350, ogni provincia elegge una base di 2 deputati a cui come vedremo si aggiungono altri su base proporzionale. Ceuta e Melilla eleggono un solo deputato ciascuna.

I restanti 248 deputati vengono ripartiti fra le 50 province spagnole sulla base della popolazione di ciascuna (in realtà questa ripartizione non è proporzionale “pura” perché alle province con meno abitanti viene applicato un fattore di moltiplicazione). Madrid è la provincia che elegge il maggior numero di deputati (36) seguita da Barcellona (31), Valencia (15), Alicante e Siviglia (12) e via così diminuendo fino al minimo di Soria (2).

Un sistema che premia i partiti regionali e penalizza le forze nazionali più piccole

Questa divisione dei deputati viene criticata dai partiti minori o da quelli non concentrati territorialmente, perché la Spagna è caratterizzata da regionalismi molto forti: paradossalmente un partito che prende voti in maniera omogenea su tutto il territorio nazionale (e in maggior numero) può avere meno deputati eletti di uno che abbia un forte consenso solo a livello provinciale. E’ il caso ad esempio di Izquierda Unida, che in termini di voti è stata negli scorsi anni terza forza politica spagnola (oltre 1 milione di votanti) ma si è vista scavalcata in termini di numero di deputati da formazioni molto forti a livello territoriale (come il Partito Nazionalista Basco) che hanno preso però meno voti. I partiti delle Comunità Autonome con maggior vocazione autonomista (Catalogna, Paesi Baschi, Galizia) possono quindi ottenere un alto numero di deputati nonostante vengano votati soltanto in ambito regionale.

spagna_elezioni7Questa distorsione ha colpito in passato anche altri partiti nazionali come UPyD. Una distorsione decisa nel dopo franchismo per ridare voce alle autonomie locali schiacchiate dalla dittatura, ma che negli ultimi anni ha iniziato a mostrare le sue forti limitazioni nella rappresentazione del voto popolare. Anche perché i partiti regionali al Congreso hanno lo stesso peso dei partiti nazionali, e possono approvare o respingere leggi di respiro nazionale.

Per quanto riguarda il Senato (208 senatori), ogni provincia della Spagna peninsulare elegge 4 senatori. Nelle isole (Baleari e Canarie) il numero è inferiore (da 3 a 1 a seconda della popolazione dell’isola). Alle elezioni del 20 dicembre 2015 verranno eletti 208 senatori.

Che soglia di sbarramento c’è alle elezioni generali in Spagna?

Lo sbarramento è del 3%. Se in una circoscrizione un partito prende meno del 3% viene escluso dal computo per quella circoscrizione.

Alle urne come si vota in Spagna?

In Spagna, per l’elezione dei deputati del Congreso, si usa il sistema delle “papeletas electorales” prestampate. Invece del “lenzuolo” usato in Italia, con tutti i simboli dei partiti in una unica scheda su cui l’elettore deve indicare una croce, in Spagna c’è una scheda per ogni partito.

Schede elettorali dei singoli partiti (papeletas) in un seggio di Madrid

Schede elettorali dei singoli partiti (papeletas) in un seggio di Madrid: l’elettore sceglie quella del partito che vuole votare e la inserisce nella busta apposita. La chiude, e vota inserendola nell’urna

Si tratta fogli allungati e stretti su cui è indicato il nome del partito e la lista dei candidati (le liste sono chiuse). L’elettore si reca al proprio seggio e sceglie la “papeleta” del partito che vuole votare, prendendola da un tavolo dove sono ordinate tutte le schede elettorali dei partiti che si presentano in quella Circoscrizione.

Una volta scelto il foglietto del partito esso va inserito nella busta con sopra scritto “diputados” e portata al seggio dove, dopo aver mostrato il documento d’identità, si inserisce la busta nell’urna. La scelta della papeleta elettorale avviene davanti agli altri votanti, anche se ci sono delle cabine con tendina dove chi vuole può entrare e scegliere in segreto la propria papeleta. Inoltre in Spagna i partiti inviano, nelle settimane precedenti al voto, a casa di tutti gli elettori, la papeleta e la relativa busta. L’elettore si può quindi recare al seggio con la busta già chiusa, in modo che nessuno veda quale si è scelto.

Per il Senado invece non ci sono papeletas. C’è un foglio di colore arancione con sopra tutti i partiti. Per ogni partito vengono presentati tre senatori candidati. L’elettore può barrare fino a tre candidati, e può esercitare il voto disgiunto scegliendo candidati di partiti diversi (massimo 3).

Quanti partiti si presentano alle elezioni spagnole del 2015?

In tutto sono circa 70, ma soltanto 8 di queste si presentano in tutte le circoscrizioni. In Spagna, bisogna ricordarlo, le autonomie regionali sono molto forti ed esistono partiti locali anche a livello provinciale. Molti di questi si presentano solo nelle proprie regioni o province di appartenenza.

Quali sono i partiti che si presentano in tutta la Spagna?

Gli otto partiti che si presentano in tutto il territorio spagnolo, quindi nelle 52 circoscrizioni del paese, sono: PP, PSOE, Ciudadanos, Podemos, Partido Animalista contra el Maltrato Animal (PACMA), Recortes Cero-Grupo Verde, Unidad Popular (UP), Unidad Popular en Común, UPyD.

In grassetto abbiamo indicato le cinque forze che nei sondaggi vengono date in testa nei sondaggi.

Le quattro forze politiche che nei sondaggi vengono date in testa alle elezioni del 20 dicembre

Le quattro forze politiche che nei sondaggi vengono date in testa alle elezioni del 20 dicembre

A complicare le cose ci sono però le coalizioni: in Catalogna ad esempio, dove Podemos si presenta unita con Izquierda Unida con il nome En Comù Podem. Questo creerà qualche incomprensione nelle prime ore dopo il voto, perché ai voti di Podemos andrà sommato il risultato di questa forza politica che si presenta soltanto in Catalogna.

Quante elezioni generali si sono tenute in Spagna dalla fine della dittatura?

Dal 1975, anno in cui è caduta la dittatura di Franco, in Spagna ci sono state dieci elezioni generali. Nel 1979, 1982, 1986, 1989, 1993, 1996, 2000, 2004, 2008 e 2011. Quelle del 2015 sono le undicesime.

Lorenzo Pasqualini (@lorepas85)

 

Redazione El Itañol

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