I mass media spagnoli: “Podemos si sta spaccando”. Nel frattempo un piccolo giornale…

el pais podemos Questa settimana in Spagna è esploso il caso Podemos. Dopo la settimana scorsa, nella quale si è verificata la storica bocciatura del socialista Pedro Sanchez da parte del Congreso (per la prima volta un candidato alla presidenza del governo incaricato dal re è stato bocciato dal Parlamento), i giornali più letti di Spagna hanno spostato la loro attenzione sugli “scricchiolii” provenienti da Podemos.

Il giornale che ha dato più spazio ai problemi interni alla formazione viola è stato ancora una volta El Paìs, quotidiano cartaceo più letto e colosso dell’informazione online in Spagna e Sud America, con milioni di lettori. Ancora una volta perché El Paìs non è mai stato tenero con il partito nato dai movimenti degli “indignados” del 2011.

“Podemos afronta crisis territoriales en seis comunidades autónomas” (El Paìs)

Podemos afronta crisis territoriales en seis comunidades autónomas” era la prima notizia della edizione online El Paìs l’8 marzo. “Iglesias ed Errejon – numero 2 del partito – si scontrano per il controllo di Podemos”, era l’apertura dell’edizione cartacea del 9 marzo. Il 10 marzo l’apertura era ancora dedicata alle spaccature presenti nel partito, con le dimissioni di nove consiglieri nella Comunità di Madrid che, secondo El Paìs, “aggravano la crisi di Podemos”.

Problemi reali, ma perché tanto spazio mediatico?

elmundo_10marzo16Le spaccature e gli attriti sono reali. Riassumendo, ci sono problemi a livello regionale, con frizioni fra gruppi territoriali e la cupola nazionale nei Paesi Baschi, Galizia e La Rioja. A livello nazionale ci sarebbero attriti fra il leader Pablo Iglesias e il numero due Íñigo Errejon. Sarebbero nate incluso delle correnti, la corrente denominata pablista e quella errejonista.

C’è poi la Catalogna, dove il sindaco di Barcellona Ada Colau sta lavorando a tutto gas per la formazione di un nuovo partito che unisca le mille realtà della sinistra catalana, un partito smarcato da Podemos. Ma Ada Colau non è mai stata una sindaca di Podemos, così come non lo è Manuela Carmena, sindaca di Madrid.

La dimissione in massa di nove consiglieri regionali di Podemos nella Comunidad di Madrid

Ci sono le frizioni e rotture a livello regionale, con la dimissione in massa di nove consiglieri regionali di Podemos, deputati della Comunidad de Madrid. Infine ci sono le diverse visioni sulla situazione politica, con la componente di Izquierda Anticapitalista (movimento esistente prima che nascesse Podemos e che ha dato un contributo molto importante a fondarlo) che vuole puntare ad elezioni anticipate, mentre la componente più moderata vuole tentare fino all’ultimo di formare un governo delle sinistre con i socialisti (senza Ciudadanos).elpais_podemos_problemi

Le divisioni quindi ci sono, ma quanto gravi? Le divisioni nei partiti nazionali sono cosa nota. Sono presenti nel Partito Socialista ed in quello Popular. Come succede a volte nel giornalismo, specie in quello politico, non è tanto il parlare o meno di un evento a marcare la differenza, quanto lo spazio che gli si dà. I giornali spagnoli più letti ormai da giorni titolano in prima pagina sulle discrepanze interne a Podemos. Discrepanze esistenti e reali, ma risulta interessante lo spazio mediatico che gli viene dato proprio nel momento in cui si aprirebbe uno spiraglio per la formazione di un accordo di governo fra socialisti e sinistre, appoggiato da formazioni regionali.

Per Errejòn è un’offensiva mediatica organizzata dal PSOE

Proprio su questo bombardamento mediatico è intervenuto il portavoce di Podemos Íñigo Errejón, che ha acusato “l’apparato” del PSOE di aver organizzato una vera “offensiva” contro il partito viola dopo il “no” al patto PSOE-Ciudadanos. “Che dentro Podemos ci siano discrepanze è del tutto naturale”, ha aggiunto.

Nel Partito Socialista i malumori verso il “no” di Podemos al patto PSOE-Ciudadanos sono forti, e le trattative per tentare nuovamente un governo delle sinistre PSOE-Podemos-Izquierda Unida non partono. La situazione è di impasse, e le elezioni anticipate sembrano sempre più probabili.

Intanto scoppia lo scandalo degli SMS scritti dalla regina Letizia a un imprenditore indagato: scoop de eldiario.es

Nel frattempo, mentre i mass media si concentravano sui problemi di Podemos, un piccolo giornale nato nel 2012, eldiario.es, pubblicava uno scoop dai risvolti inquietanti. Si tratta di alcuni SMS scambiati fra l’attuale regina Letizia ed il re Felipe VI, con un imprenditore di nome Javier López Madrid. Nel 2014, proprio nei giorni in cui scoppiava lo scandalo delle carte di credito “black” (carte di credito “di lusso” usate da decine di consiglieri della banca Caja Madrid a fondo perduto, per spese personali), scandalo nel quale l’imprenditore era implicato, i due monarchi gli mostravano totale solidarietà. Non solo. Anche nei mesi successivi, quando lo scandalo aveva ormai raggiunto livelli molto grandi, i reali continuavano a frequentare l’imprenditore.

Questa notizia non ha avuto molto risalto sui media nazionali, a parte l’indignazione del quotidiano El Mundo per le parole della regina, che in un SMS definiva “merda” il contenuto di un articolo pubblicato sul supplemento LOC.

Redazione El Itañol

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