Spagna, iniziata la campagna elettorale: il 26 giugno elezioni anticipate

Le quattro forze politiche che nei sondaggi vengono date in testa alle elezioni del 20 dicembre

Simboli dei principali partiti spagnoli alle elezioni del 20 dicembre 2015

MADRID. È partita la campagna elettorale per le elezioni anticipate in Spagna. Una sorta di enorme ballottaggio che arriva a soli sei mesi dalle elezioni del 20 dicembre 2015. Da quelle consultazioni elettorali uscì un quadro politico completamente nuovo per il paese iberico, con i due partiti storici (PP e PSOE) fortemente ridimensionati e l’entrata in Parlamento di due nuove forze politiche, Podemos e Ciudadanos. Da gennaio ad aprile le trattative per formare un governo sono state frenetiche ma infruttuose, e la convocazione di nuove elezioni è stata l’unica soluzione per sbrogliare l’impasse.

La novità delle elezioni del 26J (26 de Junio): la coalizione fra Izquierda Unida e Podemos. Si chiama Unidos Podemos

La grande novità delle elezioni del 26 giugno è la coalizione fra Podemos e Izquierda Unida, storica formazione della sinistra radicale post-comunista (e non solo post). La nuova forza politica, nata da uno storico accordo di cui abbiamo parlato qui su El Itagnol, si chiama Unidos Podemos, e secondo i sondaggi è stata una scelta vincente. Ha permesso infatti ad Izquierda Unida di aggirare uno storico problema, quello della sotto-rappresentazione in parlamento, dovuta ad una distorsione del sistema elettorale che beneficia i partiti regionalisti a discapito delle formazioni nazionali meno votate. A queste elezioni, grazie ad un accordo con Podemos, IU avrà diritto ad almeno dieci deputati. L’altro beneficio dovrebbe arrivare in termini di deputati, se come previsto Unidos Podemos sorpasserà il PSOE diventando seconda forza politica del paese. In Spagna infatti, a livello di circoscrizione, vengono beneficiati i primi due partiti. Questo si tradurrà in più deputati.

La sinistra potrebbe quindi conquistare a queste elezioni un risultato storico, sorpassando i socialisti e mettendosi in condizione di dettare le regole del gioco per la formazione di un governo con il PSOE.

La campagna è appena iniziata e la guerra di sondaggi e dichiarazioni rende difficile delineare uno scenario post-voto, tuttavia è facilmente immaginabile che se Unidos Podemos uscirà dalle urne con un buon risultato, magari al secondo posto, alle calcagna del Partido Popular, per i socialisti si aprirà una difficile scelta: governare con la sinistra radicale anti-austerity, o abbandonarsi all’abbraccio “responsabile” (per la Troika) con il centro-destra.

Redazione El Itañol

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