Spagna, in TV va in onda il dibattito a quattro in vista del voto: tutti contro Rajoy

dibattito spagnaIeri sera si è tenuto il primo e ultimo dibattito televisivo della campagna elettorale per le generali del 26 giugno, in Spagna. Un network di televisioni spagnole (ben 17, fra cui la TV di stato e quelle del gruppo AtresMedia)  ha trasmesso il dibattito a quattro fra i leader delle principali forze politiche che si sfideranno fra meno di due settimane.

Erano presenti Mariano Rajoy, candidato del Partido Popular (PP) ed attuale presidente del governo in funzione dopo i 4 anni di mandato (2011-2015), Pedro Sanchez, leader del Partito Socialista (PSOE), Albert Rivera, candidato e leader di Ciudadanos, e Pablo Iglesias, il leader di Podemos e candidato della appena nata coalizione di sinistra Unidos Podemos (di cui abbiamo parlato QUI).

Il dibattito è durato circa due ore, ed è stato segnato dalle dure critiche a Mariano Rajoy formulate da tutti gli altri leader per il suo governo nel periodo 2011-2015. Su questo fuoco di fila lo stesso Rajoy ha ironizzato durante il dibattito.

Rivedi il dibattito a quattro cliccando QUI oppure QUI

Un altro elemento evidente era l’ostilità del leader dei Socialisti, Pedro Sanchez, sia verso Rajoy che verso Iglesias. Più volte Sanchez ha accusato il leader di Podemos di aver detto “no” a un “governo del cambiamento” nei mesi scorsi, quando ancora erano aperti i giochi per la formazione di un governo. Il socialista, che ha indirizzato dure critiche anche verso Mariano Rajoy,  non ha invece mai attaccato il leader di Ciudadanos Albert Rivera, lasciando intendere che resta in piedi una sorta di accordo politico fra le due forze.

Pablo Iglesias al leader dei socialisti: “stai sbagliando avversario”

Pablo Iglesias, forte dei sondaggi che danno Unidos Podemos al secondo posto ( i giornali spagnoli parlano da giorni di “sorpasso” sul PSOE, usando la parola italiana diventata famosa con il film di Risi) ha invece attaccato Ciudadanos e Rajoy senza mai dirigersi contro i socialisti. Anzi, ha invitato più volte il socialista Pedro Sanchez a concentrare le sue accuse sulla destra e non verso Podemos: “Pedro, l’avversario è Rajoy, non noi”, mormorava a microfono aperto il leader della formazione di sinistra, che da settimane insiste sul suo obiettivo: un governo Unidos Podemos-PSOE. Che è poi l’obiettivo che aveva Podemos fin dalla sera delle elezioni del 20 dicembre 2015, reso difficile dal non raggiungimento della maggioranza.

C’è stato anche un duro attacco del leader di Ciudadanos a Rajoy, che lascia presagire un impossibilità di accordo PP-Ciudadanos con Rajoy come presidente. I momenti più tesi del dibattito si sono avuti intorno al tema della corruzione: il PP (e in minor misura il PSOE) ha infatti decine di casi giudiziari aperti, scandali molto simili a quelli della vecchia Tangentopoli italiana.

In generale il dibattito, che è stato seguito da oltre 10 milioni di spagnoli, ha confermato le tensioni esistenti fra i partiti. I leader hanno comunque escluso la possibilità di una terza convocazione elettorale, anche se assistendo al fuoco di fila fra formazioni, l’unica sintonia esistente sembra quella fra PSOE e Ciudadanos, che però non sommano abbastanza consensi (almeno nei sondaggi).

Secondo un sondaggio realizzato da Invymark per la TV La Sexta, il vincitore del dibattito è stato Pablo Iglesias, seguito da Mariano Rajoy.

La notizia del dibattito sulla stampa italiana

Lorenzo Pasqualini

Lorenzo Pasqualini

Giornalista freelance laureato in Geologia con specializzazione in Idrogeologia, scrive soprattutto di Ambiente, Scienze e Spagna. Fondatore e redattore de El Itagnól
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