La Spagna torna ad avere un governo: Rajoy ottiene la fiducia con l’astensione dei socialisti

congreso spagnaMADRID. Erano le 20.22 di ieri sera, 29 ottobre 2016, quando Mariano Rajoy veniva nuovamente investito presidente del consiglio spagnolo. Il leader del Partido Popular ha ottenuto 170 voti a favore e 111 voti contrari. Ci sono stati 68 astenuti. L’investitura di Mariano Rajoy è avvenuta 315 giorni dopo le elezioni del 20 dicembre 2015. Elezioni storiche che hanno aperto una lunga fase di stallo che ha visto per la prima volta la Spagna democratica permanere senza un esecutivo per oltre 10 mesi.

Qui la diretta della giornata di ieri (29 ottobre 2016), dall’abbandono di Pedro Sanchez come deputato alla grande manifestazione che ha percorso Madrid in serata

Rajoy presidente grazie all’astensione dei socialisti

A sbloccare la situazione è stata la decisione del PSOE, il Partito Socialista spagnolo, di astenersi alla seconda votazione nella sessione di investitura del presidente del governo. La decisione è arrivata il 23 ottobre scorso, in una tesissima riunione dello storico partito spagnolo. Soltanto venti giorni prima c’erano state le dimissioni del segretario del PSOE, Pedro Sanchez, di fatto dimissionato a forza da una parte del suo partito.

Pedro Sanchez, ex segretario del PSOE, rinuncia al suo ruolo di deputato

Un manifesto elettorale del PSOE (Partido Socialista) e del suo candidato alla Moncloa Pedro Sanchez (Plaza de España, Madrid (dicembre 2015)

Un manifesto elettorale del PSOE (Partido Socialista) e del suo candidato alla Moncloa Pedro Sanchez (Plaza de España, Madrid (dicembre 2015)

Pedro Sanchez, proprio otto ore prima del voto decisivo che ha incoronato di nuovo Rajoy come Primo Ministro spagnolo, aveva rinunciato al suo posto di deputato nel Congreso. In questo modo non ha dovuto astenersi nella votazione di fiducia.

Proprio lui era stato fermamente contrario alla facilitazione di un nuovo governo delle destre, e fu la sua posizione ferma e convinta di un “no” secco a Rajoy a portare una parte importante del partito a “dimissionarlo”. La rinuncia di Sanchez è stata una delle notizie calde della giornata. E’ comparso in conferenza stampa, visibilmente commosso, per annunciare questa decisione. Ha annunciato anche che continuerà a militare nel PSOE.

Intorno al Congreso de los Diputados di Madrid, tornano in piazza i movimenti del 15M e Rodea el Congreso

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Manifestazione “Rodea el Congreso” a Madrid il 29 ottobre 2016

Nel pomeriggio di ieri intanto, mentre nel Congreso andava avanti la sessione di investitura, si svolgeva a poca distanza, nelle strade di Madrid, la prima grande manifestazione di piazza dopo mesi di relativa quiete. A organizzare la protesta è stata la piattaforma Rodea el Congreso, la stessa che aveva lanciato l'”assedio al Parlamento” il 25 settembre del 2012. Una giornata che si concluse con i più gravi scontri di piazza che Madrid avesse vissuto negli ultimi vent’anni. 

La manifestazione si è articolata fra Plaza de Neptuno e Puerta del Sol, storico epicentro delle proteste del 2011 che diedero vita al movimento degli “indignados”. Durante il percorso è stato sfiorato il Congreso, blindato da transenne e da un dispiegamento impressionante di polizia in assetto anti-sommossa. Come sempre guerra di cifre sulla partecipazione: 100.000 secondo gli organizzatori, tremila secondo il Prefetto (cifra poi corretta a seimila). La manifestazione, per chi ha assistito, era comunque innegabilmente molto partecipata, ed è stata una delle più grandi degli ultimi mesi. Secondo gli organizzatori della protesta l’investitura di Rajoy avverrebbe nell’ambito di un “golpe delle oligarchie”, che hanno piegato a loro favore anche il Partito Socialista. Il motto della protesta era “Contra el golpe de la mafia, democracia”.

Non si sono registrati incidenti.

15 deputati del PSOE si ribellano alla linea del partito e votano “no”. Contrario a Rajoy anche il Partito Socialista Catalano

A incrinare la linea del PSOE, deciso a permettere l’investitura di Rajoy con l’astensione in seconda votazione, sono stati 15 deputati. Avevano già annunciato che avrebbero votato “no”, rischiando così misure disciplinari e addirittura l’espulsione dal partito.

Anche i 7 deputati del Partito Socialista Catalano hanno votato “no”, come avevano annunciato già il 23 ottobre scorso. Si manifesta così una rottura importante in seno al Partito Socialista spagnolo, su cui sicuramente si parlerà molto in futuro.

 

Lorenzo Pasqualini

Lorenzo Pasqualini

Giornalista freelance laureato in Geologia con specializzazione in Idrogeologia, scrive soprattutto di Ambiente, Scienze e Spagna. Fondatore e redattore de El Itagnól
Lorenzo Pasqualini

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